-
Comincio a respirare 3:240:00/3:24
-
0:00/2:19
-
Vado 4:310:00/4:31
-
0:00/2:36
Progetto di Alessia Bufi. Scritto e prodotto da Alessia Bufi e Dario Pruneddu.
Eibi è il progetto musicale di Alessia Bufi, pianista, cantante e produttrice pugliese, classe 2000. Dopo una formazione classica in pianoforte e una laurea in canto, sviluppa un linguaggio personale che attraversa alt- pop, elettronica e sonorità sperimentali. La sua musica si muove in atmosfere sospese e intime, dove il pianoforte incontra stratificazioni elettroniche, campionamenti e frammenti vocali. La ripetizione diventa un rito, la voce uno strumento narrativo e il suono uno spazio in cui convivono controllo e fragilità. Ispirandosi ad artisti quali Frank Ocean, Moses Sumney, FKA Twigs, cerca, attraverso la sua musica, di esplorare il confine tra emozione e ricerca sonora, invitando l'ascoltatore a un viaggio tra passato, presente e futuro.
Dario Pruneddu è un compositore e producer del roster Sugar Music Publishing. È presente nel secondo album di Madame “L’AMORE” con due strumentali (“PENSAVO A…” e “DONNA VEDI”) e in diversi progetti di artisti mainstream italiani. Specializzato in canto, chitarra, basso e pianoforte, è un talento emergente della scena urban italiana. Il suo stile versatile si trova a cavallo tra hip-hop, indie ed elettronica, con forti influenze latine e d’oltreoceano (dagli Slowdive a Kanye West, da Rosalia a Nick Cave) e un gusto spiccato nella scelta di chitarre, drums e distorsioni. Nel 2019 ha aperto il suo studio “Santa Clara”.
EIBI è un progetto di alt-pop cinematografico che fonde pianoforte, elettronica atmosferica e una voce calda e profondamente narrativa, utilizzata come elemento strutturale oltre che melodico. Le sue composizioni si sviluppano su tempi lenti e contemplativi e si distaccano dalle forme pop tradizionali per costruire strutture libere, in continua evoluzione, dove ogni brano cresce per stratificazione fino a diventare un paesaggio emotivo immersivo.
Al centro della scrittura ci sono immagini, metafore e stati interiori che esplorano fragilità, desiderio, paura e vulnerabilità. I testi non seguono una narrazione lineare, ma aprono spazi emotivi e sensoriali in cui l’ascoltatore può entrare e muoversi.
Le produzioni combinano pianoforte essenziale, synth, pad e archi con elementi organici come respiri, sussurri, vocali ripetute e frammenti di discorsi campionati, creando un equilibrio costante tra controllo e fragilità. Le dinamiche in crescendo sono un tratto distintivo del progetto, trasformando ogni brano in un’escalation emotiva progressiva.